Santa Marianne Cope

(“Mother Marianne of Molokai“)

Suora del Terz’Ordine Francescano di Syracuse (USA)

 

M

arianne Cope, al secolo Barbara Kobb, nasce il 23 gennaio 1838 a Heppenheim (D), suo padre Peter e la madre Barbara Witzenbacher vivevano del misero guadagno di agricoltori. Nel 1840, quando la bimba aveva due anni, la famiglia emigrò negli Stati Uniti, stabilendosi nella città di Utica nello Stato di New York; suo padre ottenuta la cittadinanza americana, cambiò il cognome Kobb in Cope per tutta la famiglia.

 

Da adolescente prese a lavorare in una fabbrica per dare una mano ai bisogni della famiglia, cresciuta nel frattempo di altri tre fratelli e con il padre invalido. Frequentando la Scuola parrocchiale di S. Giuseppe a Utica, poté fare la Prima Comunione, nel 1848; in quest’ambiente fiorì la sua vocazione allo stato religioso, ma tale desiderio dovette essere accantonato perché le condizioni economiche della famiglia non permettevano il suo allontanamento.

 

Solo a 24 anni, nel 1862, dopo la morte del padre, poté realizzare il suo desiderio, entrando nell’Istituto delle Suore del Terz’Ordine Francescano di Syracuse dove, dopo il Noviziato, emise la sua professione con il nome di Marianne.

Si dedicò all’apostolato della Congregazione, che fra l’altro consisteva nell’educazione dei figli degli emigrati tedeschi; apprese la lingua originaria dei suoi genitori e fu incaricata di dirigere una nuova scuola specifica.

Per le sue doti intellettuali e per la sua generosa dedizione svolse delicati incarichi nella sua Congregazione, fra i quali la cura dei poveri da lei prediletti, nei due ospedali di S. Isabella di Utica e di S. Giuseppe di Syracuse (1869).

 

Fu eletta Madre Provinciale nel 1877 e riconfermata all’unanimità nel 1881.

Nel 1883, le giunse una richiesta del vescovo di Honolulu, che a sua volta girava alle suore una petizione del re delle Isole Hawai nell’Oceano Pacifico (allora indipendenti e dall’agosto 1959, 50° Stato degli U.S.A.), il quale chiedeva di avere infermiere per i lebbrosi abbandonati del regno.

 

La situazione era critica, già 50 comunità religiose avevano rifiutato la petizione reale; padre Damiano De Veuster (canonizzato l’11 ottobre 2009) aveva scelto di vivere in quelle condizioni precarie, ma faceva presente che sarebbero state necessarie delle suore perché i malati, strappati dai familiari e dai loro villaggi, venivano portati nell’isola maledetta di Molokai dove non esistevano edifici idonei né assistenza sanitaria.

Si sarebbe dovuto costruire un ospedale e soprattutto instaurare una severa terapia igienica generale, specie per i figli più piccoli dei lebbrosi che avevano seguito le madri, e impartire loro una educazione.

 

Madre Marianne scelse sei suore, fra le 25 che si erano offerte, e partì con loro per fondare una Missione delle Suore del Terz’Ordine Francescano nelle Hawai; le accompagnò prima ad Honolulu e poi a Molokai.

Collaborò con il governo locale ad istituire degli ospedali in varie isole dell’arcipelago; padre Damiano de Veuster aveva contratto la lebbra nel 1884 restandone vittima nel 1889 assistito dalle suore fino all’ultimo.

Tutto il lavoro organizzativo passò a Madre Marianne la quale, anche per le minacce delle altre suore di tornarsene con lei in America, dovette restare a Molokai per salvare la Missione e dimettersi da Superiora Provinciale.

Non tornò più in America, restò a servire i lebbrosi per quasi 30 anni fino alla morte. Furono fondate due case separate per i figli dei lebbrosi, tenuti nella più grande igiene, così che una volta adulti potevano essere inseriti sani nella società.

 

Madre “Marianne of Molokai” come ormai veniva chiamata, conosceva uno per uno i malati, li chiamava per nome, li istruiva a coltivare quell’arida terra in arbusti, fiori ed alberi, donando loro la dignità di esseri umani non più emarginati ed inutili. Gli storici la descrissero come una “religiosa esemplare con un cuore straordinario”.

 

Morì a Molokai il 9 agosto 1918 ad 80 anni; per la fama della sua santità, che crebbe costantemente dopo la sua morte, il 28 luglio 1983 la Santa Sede dava il nulla osta per l’inizio della Causa di Beatificazione.

 

Il Card. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, secondo il nuovo rituale, che con Papa Benedetto XVI si è voluto instaurare riguardo alle future beatificazioni, che non saranno più esclusivamente celebrate dal papa, ma con la sua approvazione e lettera apostolica verranno celebrate anche da cardinali incaricati o dalle Chiese nazionali, ha beatificato Madre Marianne Cope il 14 maggio 2005, nella Basilica di S. Pietro in Vaticano. Insieme a lei fu beatificata anche Madre Ascensión Nicol Goñi.

 

Testo della Lettera Apostolica del Papa :
«Noi accogliendo il desiderio dei Nostri Fratelli Fernando Sebastián Aguillar, Arcivescovo di Pamplona, e James Michael Moynihan, Vescovo di Syracuse, e di molti altri Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che le Venerabili Serve di Dio Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope d’ora in poi siano chiamate Beate e che si possa celebrare la loro festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno: il 24 febbraio per Ascensión Nicol Goñi e il 23 gennaio per Marianne Cope.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 14 maggio dell’anno del Signore 2005, primo del Nostro Pontificato.
»

Marianne Cope è stata canonizzata a Roma, da Papa Benedetto XVI, il 21 ottobre 2012, all’occasione della giornata mondiale delle missioni.